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Un'interessante osservazione sul formaggio di capra...   

Alcune volte dalla semplicità di alcune osservazioni o da semplici ritrovati tecnici di laboratorio si possono ottenere grandi risultati nel campo della scienza. Un esempio per tutti è stato lo sviluppo di una pipetta di vetro con il becco così sottile da poter studiare il funzionamento dei canali delle membrane cellulari. Quella pipetta ha significato la nascita della scienza bimolecolare.


Nel mio piccolo anch'io voglio porre alla vostra attenzione una mia osservazione che non vuole essere o non può essere considerata scientifica sia per lo scarso numero di soggetti coinvolti che per le metodiche che avevo a disposizione. Su internet, così come su migliaia di riviste che si occupano di salute, molti saranno già a conoscenza del fatto che latte e formaggio di capra siano più digeribili, meno grassi e in qualche modo più sani del classico formaggio e latte di vacca.

Un'informazione come se ne leggono tante tutti i giorni, spesso riguardanti capacità benefiche di alcune piante o frutti. Una informazione vaga non legata a dati scientifici se non forse legata all'incredibile longevità dei pastori sardi, alcuni centenari quando la media di sopravvivenza nel nostro Paese era ancora di 70 anni.


Si può trovare un'associazione scientifica?

E qui entra in gioia la mia casuale osservazione.
Un paziente giunse alla mia osservazione per classici problemi digestivi. Proposi una dieta priva di latticini, ma questo obbiettò che era la sua dieta base e ne era ghiotto. Chissà come mi venne in mente di proporgli di passare dal formaggio di vacca a quello di capra per la migliore supposta digeribilità. Gli permisi di assumere una dose quotidiana contenuta di questo alimento. Dopo un paio di mesi questo stesso paziente eseguì controlli ematochimici di routine.
Rimasi stupefatto: i valori di HDL, il colesterolo buono, quello che difende da infarti ed ictus per intenderci, era schizzato nei valori da 70 mg/dl (era già un ottimo dato) ad oltre 100. Sottoposi il malcapitato ad un vero e proprio interrogatorio per capire cosa fosse successo. Dovete sapere infatti che i valori di HDL sono molto legati a fattori genetici e difficilmente cambiano radicalmente in breve tempo. "Ho seguito il suo consiglio: formaggio di capra, un pezzettino tutte le sere. Nient'altro. Mi sento anche meglio con lo stomaco.".

Nel giro di un paio di mesi avevo reclutato 12 pazienti mettendoli a dieta con formaggi di capra.
Non avevo seguito una regola precisa nella scelta. C'erano pazienti con HDL molto basso, sotto i 30 mg/dl e altri con valori medi, tra i 40 e i 50. Non diedi indicazioni circa marche particolari di formaggio. Dopo un mese di dieta avrebbero eseguito esami di controllo. I miei diligenti pazienti eseguirono scrupolosamente gli ordini ed ecco in soldoni i risultati:


in 10 di 12 pazienti il livello di HDL era cresciuto di circa il 20%.

Due soggetti, marito e moglie, invece mostravano valori inalterati. Presi da parte questi due pazienti "non responder" e li interrogai: scoprii che compravano il formaggio di capra al mercato senza certificazione. Tutti gli altri soggetti "responder" avevano acquistato invece prodotti certificati. Questo dato mi confortò ancora di più nella mia intuizione.
Con un'e-mail trasmisi le mie osservazioni ad un vecchio professore di Padova che prontamente mi rispose: non gli risultavano studi eseguiti su popolazioni a quasi totale uso di formaggio di vacca nel passaggio a formaggio di capra. Mi allegò una serie di studi "campione" per proseguire la ricerca e una lista di esami necessari a rendere più scientifica la mia osservazione (in primis le apolipoproteine che nel mio ospedale non valutano). Dovete sapere infatti che il dosaggio dell'HDL non è precisissimo. Nessuna rivista accetterebbe uno studio con questo solo dato. Per questo gli cedetti l'osservazione sperando che fosse lui, avendo i mezzi a disposizione, a proseguire la ricerca.


A conclusione di questa storiella consiglio di provare per un mese o due a cambiare il formaggio di vacca con quello di capra (certificato) e di verificare dopo un mese di dieta, usando lo stesso laboratorio di analisi, se i valori di HDL sono aumentati. Non esiste un farmaco in Italia in grado di migliorare l'HDL. Ugualmente un aumento del 20% in soggetti con HDL molto basso non cambierà di molto la prognosi. Io spero che a qualcuno che voglia provare capiti come a me: sono passato da 48 mg/dl a 61! E ad ogni buon conto un aiuto dietetico non deve comunque sostituire eventuali terapie con ipocolesterolemizzanti prescritte dal vostro medico curante.

 

Dott. Gianni Pivetta – medico specialista in endocrinologia e malattie del ricambio
Cell. 393/5740712





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