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Il sonno   

I benefici di un buon riposo notturno sono riscontrabili a tutte le età, e scientificamente dimostrati: il sonno è il nostro più fedele alleato per una vita sana ed attiva. L’esigenza delle ore di sonno nel corso della vita varia notevolmente: i neonati ad esempio, dedicano la maggior parte delle 24 ore al sonno, e così fino ai primi mesi di vita. Successivamente l’esigenza del sonno si riduce con la crescita, ed in particolar modo nell’età adulto-anziana, dove si possono riscontrare benefici di un sonno ristoratore anche dopo sole 5-6 ore. È di fondamentale importanza tuttavia, ricordare come non sia solo la quantità di sonno che ne determina l’effetto ristoratore, quanto, e soprattutto, la qualità.
Il sonno è permesso da un ormone particolare, la melatonina, rilasciato da una ghiandola cerebrale, l’epifisi, al momento del calare della sera, e soprattutto in presenza dell’oscurità. È possibile trovare la melatonina anche nelle specialità medicinali per favorire il sonno, in particolar modo per fronteggiare il jet-lag.
Il riposo notturno è vitale per l’organismo, che necessita delle ore notturne non solo per rigenerarsi dalle energie spese nelle attività diurne, ma anche per contribuire all’omeostasi dell’organismo. Infatti un buon sonno, tra i numerosi benefici:
- Contribuisce al rilassamento muscolare,
- Migliora il profilo metabolico: attraverso una buona dormita notturna si arriva a consumare anche un discreto quantitativo calorico, che per una persona di circa 70 kg può arrivare anche a 400 kcal (circa 45 Kcal ogni ora).
- Si riduce l’ormone dello stress, il cortisolo, che in quantità elevate e per periodi protratti, è un comprovato fattore di rischio cardiovascolare e diabetogeno.
- Contribuisce a favorire un corretto assetto ormonale, in particolar modo nelle donne dopo la menopausa,
- Migliora significativamente il tono dell’umore, riducendo il rischio di ansia, depressione ed altre turbe psichiche,
- Rinforza il sistema immunitario.

È di fondamentale importanza quindi, garantire al nostro organismo un buon sonno in qualsiasi momento della nostra vita, anche se con il passare degli anni ciò non è sempre semplice.
Gli anziani infatti sono le persone più a rischio di insonnia, che pur essendo una condizione estremamente frequente, è un problema che non bisogna sottovalutare in questa delicata categoria di pazienti. Fisiologicamente infatti, la necessità delle ore di sonno cala, e per l’anziano tipico, solitamente anche solo 5-6 ore di sonno potrebbero essere sufficienti. Talvolta però, Egli/Ella lamenta sovente al proprio Medico difficoltà o nell’addormentamento, o un disturbo di frequenti risvegli ed incapacità di riaddormentarsi, che portano a conseguente sonnolenza diurna, necessità di riposo pomeridiano alle volte eccessivamente protratto, con successivo stato di inappropriata veglia nelle ore serali. Si capisce come queste abitudini inneschino rapidamente il circolo vizioso dell’insonnia, che nel paziente anziano, magari con numerose patologie ed in politerapia, potrebbero portare numerosi scompensi.
Cosa fare dunque per spezzare questo circolo e riprendere il corretto ritmo sonno-veglia? Esistono numerose soluzioni al problema, che prima di tutto sono volte ad una corretta “Igiene del Sonno”, e successivamente comprendono anche alcune categorie farmacologiche.

Ecco semplici consigli che il paziente, soprattutto anziano, può applicare per cercare di migliorare il sonno:
- Cercare di alzarsi presto al mattino: prima ci si alza, meglio con le prime luci dell’alba, e più ci si attiva dal punto di vista fisico, in modo da arrivare “più stanchi” la sera,
- Evitare il riposino pomeridiano, in modo da procrastinare il desiderio di riposo ed avere la sicurezza di addormentarsi profondamente ed alle ore giuste.
- Cercare di coricarsi tardi la sera, in maniera da limitare i risvegli notturni, e per evitare di stendersi nell’immediato dopocena, anche nella prevenzione del reflusso acido gastro-esofageo.
- Cenare in modo leggero, evitando pasti abbondanti in quantità e limitando gli alimenti grassi (formaggi, salumi, carni rosse, condimenti, dolci, ma anche la frutta e l’alcool) e prediligere piuttosto carni bianche cotte senza grassi, pesce, legumi e uova. Sì a tutti gli ortaggi e ai cereali, meglio se integrali. Evitare di assumere caffè e cioccolato nelle ore pomeridiane/serali.
- Assicurarsi che ci sia buio completo nella camera da letto al momento del coricarsi, evitando il più possibile luci da televisione, spie luminose di caricabatteria, display del cellulare o altre sorgenti elettroniche.
- Limitare l’uso di computer o smartphone prima di addormatarsi, in quanto la luminosità degli schermi possono disturbare la produzione di melatonina ed inficiare il corretto riposo notturno.
- Leggere un buon libro o risolvere un cruciverba: costituiscono un valido metodo per “stancare il cervello” facilitando il sonno, senza tuttavia sovraccaricarlo di suoni, immagini e vibrazioni come potrebbe fare una sorgente elettronica (televisione, cellulare..).
- Fare attività fisica, come una bella passeggiata, o pedalata in bicicletta anche dopo cena, anche solo di mezz’ora ogni giorno.

Normalmente queste regole generali se ben rispettate portano ad un notevole miglioramento della qualità del sonno, tuttavia alle volte non sono sufficienti, per cui esistono anche numerosi rimedi farmacologici, alcuni dei quali però, devono essere usati con cautela, evitati negli anziani e limitati a brevi periodi di tempo, in quanto gravati dalla capacità di dare dipendenza. I seguenti farmaci alle dosi terapeutiche, sono tutte vendibili solo dietro prescrizione Medica:
- Melatonina: costituisce un caposaldo per il trattamento iniziale dell’insonnia, largamente impiegato nel trattamento del jet-lag, ed è un analogo all’ormone che fisiologicamente produce il nostro organismo. Generalmente molto ben tollerata, sicura, ed efficace anche nel contribuire al riequilibrio dell’assetto ormonale.
- Farmaci sedativo-ipnotici (Benzodiazepine e analoghi): categorie di farmaci largamente impiegate nel trattamento dell’insonnia, ma anche dell’ansia, delle crisi convulsive, nelle premedicazioni in anestesia e nelle procedure endoscopiche. Sono farmaci estremamente efficaci, sicuri, ma gravati da effetti collaterali di tolleranza e dipendenza. Da non somministrare nell’anziano per il rischio di eccessiva sonnolenza diurna e rischio di cadute.

Se soffrite di insonnia, oppure riscontrate difficoltà del sonno, sappiate che la soluzione c’è e che non siete soli, per cui non abbiate timore e parlatene con il Vostro Medico di fiducia, che saprà guidarvi con la migliore strategia per a risoluzione del problema.

 





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